La Quercia delle Checche, un gioiello della natura riconosciuto come Bene Culturale

Il nostro appuntamento con Storie sotto un Albero si rinnova e oggi è dedicato alla Quercia delle Checche.

Siamo in Toscana, fra i paesaggi preziosi e suggestivi della Val d’Orcia, in provincia di Siena. In questo luogo, dal 2004 dichiarato patrimonio mondiale dell’Unesco per l’armonia dei paesaggi e per l’equilibrio con cui l’uomo ha saputo convivere con la natura, si trova la Quercia delle Checche. 

Lo straordinario Rovere di almeno 360 anni di età, oltre a rappresentare un simbolo per tutti gli abitanti del luogo e a essere visitato con entusiasmo da parte dei turisti, più di recente è stato formalmente dichiarato dallo stato Italiano “bene culturale”. La Quercia delle Checche è il primo caso in Europa nel quale un bene ambientale, come un albero, viene equiparato nei riconoscimenti e dunque sottoposto ai medesimi vincoli di tutela, di una struttura architettonica, come un edificio, una chiesa o un monumento (secondo il decreto legislativo 42/2004 in materia di beni culturali).

L’importante riconoscimento, oltre a costituire un precedente che può aprire la strada ad altri provvedimenti per il riconoscimento di specifici diritti della natura, comporta l’osservanza scrupolosa di protocolli per ciascun intervento riguardante la splendida pianta.

Tutti le operazioni di cura, pulizia e potatura avverranno sotto il diretto controllo della Soprintendenza, alla quale sarà affidata anche la verifica delle modalità di gestione e controllo dell’area sulla quale insiste la pianta protetta, entrata solo di recente in possesso del Comune di Pienza.

Il cammino burocratico non breve per il vero, compiuto per ottenere il riconoscimento della pianta secolare, si deve in particolare all’attività svolta dal comitato locale per la difesa della Quercia delle Checche. La nascita spontanea di questo Comitato risale al 2014, conseguentemente al distacco di un ramo molto grande della pianta che cedette anche per ragioni legate all’incuria e a comportamenti scorretti da parte delle persone. La mobilitazione per sensibilizzare l’opinione pubblica fu tale da indurre l’intervento del ministero dei Beni Culturali.

Quercia delle Checche bene culturale

La Quercia delle Checche nominata “Bene Culturale”

Primo caso Europeo di riconoscimento dei diritti di un albero, l’iniziativa s’inserisce in un vivace dibattito circa la possibilità di riconoscere a livello giuridico i diritti della natura, come in altri paesi del mondo (ancora molto pochi). A tal proposito, di sicuro interesse sarà l’iniziativa in programma per il prossimo 29 Marzo 2017 promossa dall’associazione non governativa Nature’s rights Europe. In questa data si terrà a Bruxelles presso il Parlamento Europeo, un seminario per proporre una direttiva per il riconoscimento e la conseguente tutela dei diritti della natura.

Caratteristiche della Quercia delle Checche

Come già detto la Quercia delle Checche è un rovere la cui età è stimata intorno ai 360 anni, si tratta infatti di uno degli alberi più antichi d’Italia. La chioma presenta un diametro di circa 34 metri, mentre l’albero raggiunge un’altezza di circa 22, con un diametro di quattro metri e mezzo.

Il nome Quercia delle Checche deriva dalle gazze che sono solite frequentare il maestoso albero, in dialetto Toscano chiamate “checche”. Qualcuno sembra chiamarla anche Roverella delle Checche o Quercia delle Streghe.

Intorno a quest’ultima denominazione in particolare, prendono vita le leggende che raccontano di un passato di riti e sabba stregoneschi che avvenivano intorno al grande albero.

Chi desideri visitare la maestosa pianta, non farà fatica a trovarla poiché, data la mole, è ben visibile sulla SP53, giunti più o meno a metà percorso fra Bagno Vignoni e Chianciano Terme. E immaginando un fine settimana di relax a contatto con la natura, vi consigliamo di visitare anche la poco distante Riserva Naturale Lucciolabella.