BATOSTA TARI, NOTA DEL DIRETTORE GENERALE DI RENNER ITALIA SPA, LINDO ALDROVANDI

Desideriamo fare chiarezza in merito all’accertamento della cooperativa Fraternità Sistemi di Brescia. Non stiamo parlando della Guardia di Finanza. La Guardia di Finanza semmai si è sempre complimentata della gestione oculata di Renner Italia ed è sempre benvenuta a casa nostra.

SU 100 EURO DI TARI, 25 + IVA LI INCASSA LA COOPERATIVA DI BRESCIA

Ieri finalmente Lorenzo Minganti su Facebook ammette che l’aggio per l’attività svolta da Fraternità Sistemi di Brescia è pari al 25% più iva. Praticamente più di un quarto della Tari lo mette in tasca questa cooperativa a cui – sempre secondo quanto scritto sui social da Minganti – il servizio è stato attribuito per affidamento diretto preceduto da gara ufficiosa.
Ebbene, sia chiaro: i nostri dipendenti non lavorano tutto il giorno per arricchire cooperative bresciane… E poi mettetevi nei panni di Fraternità Sistemi di Brescia: se sapeste di intascare il 25% + iva, non avreste tutto l’interesse a massimizzare?
Fareste entrare a casa vostra chi, appena sulla soglia, esordisce affermando sostanzialmente che Renner Italia dovrebbe pagare circa 4 volte la Tari che paga un’azienda esattamente come la nostra in un comune distante 20 km da Minerbio? Perché è di questo che stiamo parlando. Questi signori, in maniera arrogante, si sono presentati così, con la loro verità precostituita prima ancora dell’accertamento. La legge consente di non far entrare nei nostri stabilimenti i signori di Fraternità Sistemi. Se così non fosse, non si capirebbe perché non sono ritornati accompagnati dalle forze dell’ordine.

SINDACO, DA CHE PARTE STAI?

Il sindaco deve a questo punto dire da che parte sta: dalla parte delle aziende e dei lavoratori del territorio o di una cooperativa bresciana che ha evidentemente tutto l’interesse a stangare uno dei principali e corretti contribuenti.

NOI DAI MAGISTRATI, LORO DA UNA COOPERATIVA BRESCIANA

Sarà un giudice a dire quanto Renner Italia deve correttamente allo Stato. Non una cooperativa che ogni 100 euro di Tari mette in cassa circa 30 euro.
Noi come sempre onoreremo i nostri impegni.
Minganti, evidentemente imbarazzato da una vicenda che avrebbe preferito rimanesse sotto traccia e che NOI abbiamo voluto portare all’attenzione pubblica, sta cercando di farci passare per quello che non siamo. Ci dà degli arroganti. Ci fa passare per evasori. Sostiene che vorremmo essere sopra la legge. Afferma che deliriamo.

RENNER ITALIA IN REGOLA CON LA TARI

Sia chiaro: Renner Italia paga regolarmente una Tari tra i 15 e i 18.000 euro annui. Non c’è alcun contenzioso aperto. Siamo in regola. Il Comune non eroga alcun servizio (neanche la predisposizione di un contenitori per i rifiuti urbani), ma noi continuiamo a pagare questa tassa. E continueremo a pagare anche la società privata che smaltisce a nostre spese sia i rifiuti industriali che urbani.

LE TASSE VANNO PAGATE

Le tasse vanno pagate. Tutte. Lo affermiamo senza se e senza ma.
I soldi che arrivano dalle tasse, come sancito dalle leggi di questo Stato di diritto, devono andare in servizi per la collettività. Per i nostri figli, per le scuole, per gli anziani, per i meno fortunati, per la cultura…
Non devono rimpinguare le casse di soggetti privati!
È questa la nostra battaglia. Tanti cittadini e tante imprese lo hanno capito, anche se il sincado di Minerbio, Lorenzo Minganti, prova a sviare l’attenzione. Moltissimi ci stanno già esprimendo solidarietà, portando a nostra conoscenza altre vicende che stiamo verificando e di cui daremo ampio risalto nei prossimi giorni.

RESTIAMO A MINERBIO, AMIAMO L’ITALIA

Vogliamo essere chiari anche su un altro punto: restiamo e resteremo a Minerbio, nella pianura bolognese che tanto ci ha dato in termini umani e professionali. Siamo orgogliosi di aver creato opportunità per 318 cittadini di questo industrioso territorio e per tutto l’indotto. Noi amiamo l’Italia. Non delocalizzeremo, anche se certa politica fa di tutto per scoraggiare la libera impresa, vogliamo dirlo a chiare lettere: non ce la faranno.

LE IMPRESE ITALIANE SOLE A COMBATTERE NEL MONDO

Siamo impegnati tutti i giorni a combattere con imprese straniere super agguerrite. Provate a chiedere loro se fuori da questo Paese le istituzioni trattano così le imprese e scoprirete che questa politica nostrana non consentirà mai al mondo produttivo di competere ad armi pari. Poco male. Ci rimboccheremo come sempre le maniche e faremo da soli.

Grazie a tutti per la solidarietà.
Andiamo avanti.
Insieme.

Lindo Aldrovandi