Il 27 settembre a Milano vernissage di Ordem Casual, mostra di Andrè Komatsu

FutureDome e Renner Italia presentano il più complesso percorso monografico dedicato ad Andrè Komatsu. La mostra attraversa l’intera carriera dell’artista brasiliano, dal 2002 a oggi, e ne traccia un itinerario in parallelo con la mostra personale, Estrela Escura, inaugurata in occasione della 33esima Biennale di San Paolo, in Galeria Vermelho.

Ordem Casual, in programma dal 27 settembre al 23 novembre 2018, trae titolo e impulso da una residenza che l’artista brasiliano ha svolto nel 2010 in FuturDome, quando il palazzo era in completo ripristino e Komatsu aveva realizzato la sua prima serie fotografica dal titolo, per l’appunto, Ordem Casual.

Rafforzato da questo concetto, il percorso valorizza nella pratica di Komatsu il proprio approccio performativo che, a partire da un assetto acquisito, arriva alla ridefinizione di un apparente stato fisico di quiete. In una superficie di mille metri quadri, un corpus di oltre trenta opere delinea un punto di vista agente nei confronti della complessa evoluzione compositiva dell’artista. Un processo sviluppato, in sedici anni di lavoro, che riflette sulla natura costruttiva di strutture cognitive da sovvertire.
L’elaborazione documentale di un processo di avanzamento effimero sulla realtà fornisce a Ordem Casual alcuni modelli d’intervento, proprio come suggerisce la serie di lavori, realizzati dall’artista nel 2010, a Milano, quando visitò per la prima volta FuturDome.

 

Komatsu
Fino al 23 novembre Ordem Casual presenta, assieme alle tracce delle prime performance di Komatsu (Encouraçado, 2002; Afrontamento 2003; Mato sem cachorro não tem dono, 2005; e Ou até onde o sol pode alcançar, 2006), anche lavori come AK47 (2007), allestito nel centro del cortile; muro che condensa il linguaggio architettonico urbano, descrivendo l’ordinamento sociale e politico attuale.
Il mattone come stilema cellulare, unità minima e sottocutanea di ogni materializzazione scultorea, diventa un codice anche in Sem Titulo (Tumor) 2010. Nella prima sala della mostra, infatti, l’artista presenta uno squarcio della parete, aggredita internamente da un’orditura cancerosa, simulata in mattoni. Elementi emersi come un bassorilievo dal muro e simbolo della gravità strutturale, messa in crisi dalla corruzione di qualsiasi sistema edificativo.

È in un museo nato da un progetto di riqualificazione che Komatsu, utilizzando materiali di riporto presi da cantieri edili, racconta le utopie del nostro tempo. Per questo motivo Renner Italia, da sempre in prima linea nel promuovere gli artisti, ha deciso di sostenere il progetto FutureDome.

Ma il contributo di Renner Italia non si limita a questo. Le vernici e le latte Renner Italia verranno utilizzate dall’artista per realizzare molte delle sue opere.

Komatsu