IL PONTE DI BASSANO: UN GIOIELLO DI ARCHITETTURA LIGNEA

Distrutto e ricostruito più volte, il Ponte di Bassano è uno dei ponti più caratteristici d’Italia

Il Ponte di Bassano prende il suo nome dalla città che lo ospita, Bassano del Grappa, ma è anche chiamato Ponte Vecchio o Ponte degli Alpini. Costruito interamente in legno, il ponte sul Brenta ha subito numerosi interventi e ricostruzioni dalla sua nascita.

Scopriamo la sua storia.

 

La storia del Ponte di Bassano

ponte di Bassano

Il Ponte di Bassano venne costruito nel 1209. Completamente realizzato in legno, il ponte era coperto da un tetto e metteva in comunicazione Bassano e Vicenza.

Il ponte costituiva un’importante via di comunicazione e permetteva lo scambio di derrate, vino e materiali. Per tale motivo, quando nel 1315 Bassano venne coinvolta nella guerra tra Padova e Cangrande della Scala, i Carraresi rinforzarono le due torri poste a difesa del ponte.

Nel 1402, Bassano fu coinvolta nella guerra tra i Carraresi e Gian Galeazzo. Il signore di Milano volle deviare il Brenta così da privare Padova delle sue difese. A questo scopo Gian Galeazzo costruì un ponte di 94 arcate in pietra, ognuna delle quali dotata di porte in legno che vennero usate come saracinesche. Nella notte tra il 6 e il 7 agosto, una piena travolse il Ponte di Bassano, distruggendolo.

Nel 1511 la distruzione del Ponte di Bassano avvenne per mano dei francesi che incendiarono il ponte per poter sfuggire all’esercito imperiale durante la guerra della Lega Cambrai.

 

Il progetto firmato da Andrea Palladio

ponte di Bassano

Dopo la piena del Brenta del 1567 che distrusse ancora una volta il ponte, l’architetto Andrea Palladio fu incaricato di guidare i lavori di ricostruzione del ponte.

Palladio progettò un ponte in pietra a tre arcate, che poco aveva a che vedere con il progetto originale. Il Consiglio cittadino bocciò la proposta, imponendo all’architetto di progettare un’opera che non fosse troppo diversa dalla struttura precedente.

Nel 1569, Palladio presenta il progetto di un ponte in legno che pur richiamando la struttura pre-esistente, era radicalmente rinnovata e di grande impatto visivo. Furono usate le colonne tuscaniche a sostegno dell’architrave che reggeva la copertura a due falde formata da serie di capriate in legno. Il ponte era a cinque campate, lunghe circa tredici metri, formate da grandi travi di legno con rompitratta obliqui appoggiate su quattro piloni intermedi e su due spalle laterali. I piloni avevano una forma idrodinamica ed erano formati da otto pali spessi circa mezzo metro infissi nel letto del fiume e da una serie di pali di altezza crescente, che conferivano un profilo obliquo ai piloni intermedi.

 

Il Ponte di Bassano dopo Andrea Palladio

Il ponte costruito da Palladio rimase in piedi per quasi duecento anni. Il Ponte di Bassano crollò infatti nel 1748, a causa della piena del Brenta. A ricostruirlo fu Bartolomeo Ferracina, seguendo fedelmente il disegno di Palladio.

Nel 1813, il ponte fu dato alle fiamme dal viceré Eugenio di Beauharnais e di nuovo riedificato nel 1821 da Angelo Casarotti che mantenne ancora una volta il disegno palladiano.

 

Il ponte di Bassano e le due guerre mondiali

ponte di Bassano

Nel 1915 un aereo austriaco scagliò una bomba sul ponte. Era solo la prima delle 527 cadute su Bassano durante la prima guerra mondiale. Il tetto fu danneggiato, ma il Ponte di Bassano continuò la sua funzione di transito. È infatti da qui che passarono le truppe del generale Cadorna per affrontare la difesa dei territori dell’Altopiano dei Sette Comuni e per la ritirata di Caporetto.

Il ponte fu danneggiato anche nel corso della seconda guerra mondiale, più precisamente nel 1945. A minare il ponte furono i partigiani, il cui scopo era quello di impedire ai tedeschi di usarlo per il transito di truppe e di viveri. Anche se il ponte non fu raso al suolo, ma solo danneggiato, i partigiani ottennero il loro scopo: il Ponte di Bassano era inutilizzabile. A Masaccio (Primo Visentin), il comandante del gruppo di partigiani che compirono l’impresa, è dedicata una targa che campeggia ancora oggi sul ponte.

 

La ricostruzione nel dopoguerra

ponte di Bassano

Dopo la guerra, il Ponte di Bassano fu ricostruito, per volontà degli Alpini, secondo il disegno originale di Palladio. Il nuovo ponte fu inaugurato il 3 ottobre 1948 alla presenza del Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi.

Ma gli affanni per il Ponte di Bassano non si fermano qua. Nel 1966 e nel 2010 il ponte è stato danneggiato dalla piena del Brenta.

Dopo una serie di interventi tampone, l’Amministrazione Comunale di Bassano, nel 2015, ha deciso di dare il via ai lavori di restauro che stanno però procedendo lentamente e a singhiozzo. È di alcuni giorni fa la notizia secondo la quale il Sindaco di Bassano avrebbe risolto il contratto tra il Comune e la ditta vincitrice dell’appalto per i lavori di restauro, proprio a causa del ritardo nella consegna. I lavori sono quindi ora da riassegnare, con conseguente, ulteriore rallentamento della ristrutturazione.