Maria Bakunin: chimica e rivoluzione nella scienziata di fine ‘800

Con Maria Bakunin tornano le donne della chimica moderna a Mille e una Vita

Torna la nostra rubrica “Mille e una Vita” e torna anche la storia di una donna eccellente. Marussia Bakunin più nota come Maria Bakunin, è stata una scienziata di grande valore, chimica e biologa originaria della Siberia di fine ‘800 ma cresciuta in Italia, a Napoli, dove visse dall’età di tre anni.

Figlia del filosofo rivoluzionario, Michail Bakunin, terzogenita arrivò in Italia con la madre, Antossia Kviatovoska, all’indomani della scomparsa del padre che da sempre vedeva in Napoli la città ideale nella quale vivere e dare concretezza ai propri ideali rivoluzionari.

È dunque nella Napoli affamata e in costante fermento degli anni antecedenti lo scoppio della prima guerra mondiale che cresce Maria Bakunin, respirando cultura e amando la scienza. Si laurea nel 1895 in chimica all’Università di Napoli, un percorso di studi rapido e molto brillante che rapidamente mette in luce il valore della studiosa. All’indomani della laurea inizierà immediatamente a lavorare come preparatore presso i laboratori dell’università, la stessa che le offrirà, alcuni anni dopo la cattedra di chimica, nominandola successivamente professore emerito.

La scienziata Maria Bakunin fu un personaggio di assoluto rilievo. I suoi studi, le sue intuizioni maturarono in un periodo storico in cui la chimica era più che mai in divenire come scienza; la veste alchemica lasciava posto al rigore e alla regolarità del metodo scientifico e l’impegno di una scienziata del calibro della Bakunin contribuì in modo determinante a modificare definitivamente i paradigmi scientifici.

Si occupò di stereochimica, dunque dello studio delle proprietà spaziali delle molecole, argomento della tesi di laurea della scienziata. È nota fra l’altro per le sue ricerche sulla composizione delle rocce metamorfiche dell’area Salentina attraverso le quali ha realizzato la mappa geologica d’Italia.

Maria Bakunin docente

Stato matricolare di Maria Bakunin come professore ordinario. (Immagine UNIBO)

Ma la scienziata Maria Bakunin fu anche una fine intellettuale, una donna appassionata e mossa da un grande senso di giustizia, descritta da molti con un carattere forte e assertivo capace di farsi valere ai limiti della prepotenza.Estremamente esigente e anche discretamente originale nella sua casa vicina all’ateneo partenopeo che condivideva con undici gatti e che apriva per frugali colazioni a colleghi e amici.

Maria Bakunin è ritratta come una donna audace e coraggiosa come quando protesse i libri dalle fiamme del rogo appiccato dai Tedeschi all’Università di Napoli nel corso della seconda guerra mondiale. Benedetto Croce anche per questo la nominò presidente dell’Accademia Pontiana, ma probabilmente proprio in quanto donna il suo valore di scienziata ha avuto bisogno di tempo per essere adeguatamente comunicato e per un lungo periodo non è stata ricordata per l’importanza che ha avuto nel pensiero scientifico e culturale dello scorso secolo.

Fu un’abile didatta, riconosciuta del resto come tale anche dall’allora Ministro Nitti che scelse di affidarle lo studio del sistema d’istruzione professionale del Belgio e della Svizzera. La Bakunin fu portavoce di nuove istanze anche in questa direzione, promuovendo un approccio didattico improntato all’unione di teoria e pratica, incoraggiando un sistema d’istruzione dedito alla diffusione della cultura come strumento di emancipazione e insieme come cibo per l’anima. Le testimonianze in proposito raccontano di come il suo piano per l’istruzione prevedesse la cura degli ambienti e degli spazi della formazione per favorire l’apprendimento, una tassazione obbligatoria per finanziare l’istruzione e stipendi congrui per i docenti da premiare in funzione al loro impegno.

Una rivoluzionaria Bakunin dunque nelle idee e nello stile di vita, anticonformista e brillante, forte e generosa, tutta rivolta al futuro, con uno sguardo aperto molto oltre i suoi anni.