Storie sotto l’Albero: gli Ulivi del Getsemani gli stessi di 2000 anni fa

Oggi con “Storie sotto l’Albero” vogliamo parlarvi degli ulivi del Getsemani e del loro inestimabile valore storico e religioso.

L’Orto degli Ulivi sorge a est di Gerusalemme e separa la Città Santa dal deserto di Giuda. È qui che, secondo la narrazione dei Vangeli, Gesù Cristo si ritirava per pregare insieme ai suoi discepoli. È sempre in questo luogo che, sempre secondo le Scritture, dopo l’ultima cena, scelse di abbandonarsi alla volontà del Padre.

Il monte che ospita queste antichissime piante svolge da sempre un ruolo di primo piano nella storia ebraica e, secondo recenti studi, gli ulivi oggi presenti nel giardino del Getsemani potrebbero essere testimoni viventi di questa storia millenaria e quindi anche della passione di Cristo.

Gli ulivi del Getsemani di oggi sono gli stessi visti da Gesù Cristo?

Il progetto “Hortus Gethsemani: la memoria di un ambiente”

L’Associazione culturale Coltiviamo la Pace di Firenze, in accordo con la Custodia di Terra Santa e in collaborazione con l’Istituto per la Valorizzazione del Legno e delle Specie Arboree del Consiglio nazionale delle ricerche – con il quale Renner Italia collabora per la realizzazione di vernici per legno sempre più affidabili e tecnologicamente avanzate –, ha promosso e coordinato la realizzazione dello studio su otto ulivi storici del Giardino del Getsemani.

Durata tre anni, questa ricerca ha avuto come obiettivo quello di conoscere lo stato di conservazione delle piante, le prospettive di sopravvivenza delle stesse e l’eventuale necessità di interventi specifici.

Lo studio ha rivelato l’ottima salute degli ulivi, non affetti da alcuna malattia e in grado di produrre olio di buona qualità.

Si è inoltre scoperto che la datazione degli ulivi va fatta risalire alla metà del XII secolo. La datazione si riferisce però alla parte emersa della pianta (tronco e chioma), non è stato possibile analizzare le radici degli ulivi che per certo sono più antiche del resto della pianta. Perché si possa stabilire con maggiore precisione l’età degli ulivi, è necessario mettere in relazione il dato ottenuto dalle analisi scientifiche con le testimonianze storiche. Secondo le cronache, i crociati, dopo aver riconquistato Gerusalemme nel 1099, ricostruirono la basilica del Getsemani (1150-1170). È quindi lecito supporre che, in occasione della costruzione della basilica, si sia provveduto anche a un intervento di recupero degli ulivi presenti a quel tempo.

 

Il dna di queste piante indica che hanno tutte la stessa origine

Gli ulivi sono nati da un’unica pianta

Nel corso degli studi, si è individuato che il dna delle otto piante presenti nel giardino del Getsemani è identico: gli esemplari sono cioè nati da un’unica pianta madre, più precisamente da talee ottenute con rami vivi recisi da essa. Perché gli ulivi possano avere un dna identico, devono aver avuto un’origine comune anche nei loro ceppi predecessori.

Occorre sottolineare come l’ulivo sia una pianta praticamente immortale: anche se tagliata o bruciata, è in grado di rigermogliare da quel che resta del ceppo o da una radice rimasta celata nel terreno. È dunque plausibile credere che gli alberi di oggi siano geneticamente identici, e cioè gli stessi, di 2.000 anni fa.

 

Per i credenti dunque queste piante non sono solo un incredibile esempio della forza e della caparbietà della natura, ma rappresentano anche un’importante  testimonianza religiosa. Gli ulivi del Getsemani rappresentano il radicamento e la continuità della comunità cristiana.

 

Gli ulivi del Getsemani rappresentano la continuità della comunità cristiana